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In coerenza con le più recenti indicazioni provenienti dalle principali fonti istituzionali, tra cui ISTAT e MEF, nonché con le ipotesi formulate dalla Ragioneria Generale dello Stato nelle proprie stime, dalle quali emerge un ridimensionamento delle prospettive di crescita del quadro macroeconomico nazionale, si comunica l’aggiornamento del parametro di default relativo alla crescita attesa del PIL reale nel lungo termine, ora fissato nella misura dell’1,1%, in discesa dal precedente 1,5%.
Si informa che tale aggiornamento è già stato rilasciato e non comporta alcun intervento da parte vostra, fatto salvo l’eventuale aggiornamento dei disclaimer, note informative o altra documentazione predisposta autonomamente e non rientrante nell’ambito delle informazioni fornite dai nostri servizi.
Ovviamente il nuovo valore di default non limita in alcun modo la modifica libera del valore atteso della crescita del Pil, disponibile, se previsto in configurazione, nella sezione ipotesi.
Si precisa, altresì, che per quanto concerne lo storico (fino a due anni antecedenti ad oggi) continueranno a essere utilizzati i valori dei coefficienti di rivalutazione del monte dei contributi consolidati, pubblicati dalle principali fonti autorevoli; per l'anno precedente e fino a due anni a venire, i valori del coefficiente sono calcolati considerando le variazioni del Pil come da dati ISTAT e dai valori pubblicati nel documento programmatico del MEF. Pertanto la modifica in oggetto incide esclusivamente sulle rivalutazioni negli anni successivi.
Resta, invece, confermato nella misura del 2% il valore di default dell’inflazione, precisando che il modello di calcolo di primo pilastro risulta solo marginalmente sensibile a variazioni di questo parametro.
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